IL RADUNO DELLE AQUILE Op. TIRO INCROCIATO
27/02/2011
Il rumore del diesel da 3000cc che arrancava sul pendio mi svegliò di soprassalto, per un attimo dovetti sforzarmi di capire dove fossi, mi guardai intorno, ma soprattutto, guardai le facce di chi era assopito e mi bivaccava vicino, di colpo, come un pugno nello stomaco, mi tornò in mente dove e cosa facevo in quel luogo.
“Ben tornato tra di noi” mi disse il sergente Joker
“Grazie sergente” risposi accorgendomi che la polvere di quella strada di montagna sterrata mi aveva seccato la gola a tal punto da farmi male.
Cercai di sollevarmi per poter poggiare la schiena e lo zaino sulla sponda del camion.
In quella posizione, leggermente più comoda, guardai verso il basso per cercare il tubo che fuoriesce dalla camel bag assicurata dentro una tasca dello zaino, presi il tubo con la mano sinistra sul davanti del tattico e me lo infilai in bocca .
Feci due sorsate e subito la mia gola ne trovò sollievo.
Nella parte opposta del camion, di fronte alla mia posizione vidi AK, gli feci un cenno di saluto con la testa e lui rispose al suo modo , accendendosi una sigaretta e porgendomela.
“Grazie” dissi , notando che la gola non mi faceva più male, feci una tirata.
“Ormai manca poco , ancora quindici minuti e arriveremo alla zona dove dovremmo proseguire a piedi, sei pronto?” mi disse AK
Feci cenno con la testa di si e tirai un'altra boccata alla sigaretta sapientemente rollata da AK.
Sapere, che da li a poco, saremmo entrati in zona ostile, sommato allo sballottamento procurato dal camion mentre saliva il pendio scosceso, mi procurò un’ondata di nausea e mi arrivo quel formicolio allo stomaco che sempre mi prende prima di una battaglia.
Pensai che fosse paura, anzi, ero sicuro che fosse paura, ma non me ne vergognai affatto, anzi, la paura è una buona cosa, la paura ti tiene vivo, la paura ti impedisce di fare cose stupide, la paura ti fa tenere bassa la testa e quando tieni bassa la testa, nel mio lavoro, le cose, nella maggior parte dei casi, vanno nel verso giusto.
Ogni tanto nel percorrere quel sentiero di montagna, appena sufficiente per far passare il nostro camion stipato da tutti noi come sardine, incontrammo qualche abitante di quel luogo che ci guardava come se fossimo alieni, come se fossimo un pezzo sbagliato di un puzzle quasi finito, poi, sbigottiti accennavano ad un saluto.
Ormai, ero sveglio e pronto all’azione, mi guardai in giro per vedere tutti i compagni, alla mia destra , in piedi sul cassone del camion che si tenevano stretti alla cabina , vi erano, il sergente Joker, Zerog e Ak che nel frattempo si era cambiato di posto con Binghi e guardavano attenti il sentiero in cerca di qualche problema.
Davanti avevo Ultimo e alla mia sinistra Erinni.
Guardai bene le loro facce, le scrutai una ad una e riuscii a percepire nei loro sguardi tutti i segni della tensione , controllarono e ricontrollarono sistematicamente tutte le armi e l’equipaggiamento.
Io feci lo stesso.
Ci si scambiarono poche parole, solo le strette necessarie e più importanti. Il più delle volte bastava uno sguardo per intendersi. Era molto tempo che lavoravamo insieme ed era normale che fosse cosi: se non fosse in quel modo, molto probabilmente, molti di noi non sarebbero vivi.
Il camion con un sussulto si fermò e l’autista, un lealista del governo, scese facendoci segno che eravamo giunti a destinazione.
Subito il Sergente Joker cominciò ad impartire ordini: senza parlare, ma solo gesticolando con le braccia. Avevamo tutti una radio con auricolare, ma la si usava solo in caso di necessità. Joker è un bravo sergente e credo che non abbia mai rischiato nessun elemento della sua squadra senza motivo.. almeno da quando io faccio parte della sua unità.
Ci mettemmo in copertura per permettere a tutti quanti di scendere dal camion , l’operazione durò solo pochi secondi, tutti eravamo addestrati e ognuno faceva il suo dovere.
Il camion, dopo che fummo scesi, accese nuovamente il motore e con qualche difficoltà ripartì per allontanarsi dalla zona calda , avevamo accordi per il recupero in zona dopo sette ore.
Avevamo solo sette ore per eseguire la nostra missione che era trovare una postazione di missili Sam sparsa da qualche parte in quella maledetta giungla e dare il cambio ad una squadra che occupava una nostra base avanzata in territorio nemico e difendere tale base fino al momento del nuovo cambio e nostro recupero.
Guardammo il camion allontanarsi con l’adrenalina che cresceva dentro di noi, all’orizzonte si sentivano gli echi dei colpi di arma da fuoco , raffiche di fucili d’assalto crepitavano tutt’intorno… Joker ordinò di mettersi in formazione di pattuglia , noi eseguimmo come se fossimo un unico organismo vivente collegato ad un unico cervello , io in testa alla colonna, dietro Ak, distanziato da me da una decina di metri , seguiva ZeroG il cartografo della squadra , subito dietro le ali Ultimo e Binghi , il capo pattuglia Joker e la retro Erinni.
Zerog , il cartografo e navigatore, subito, come se ci avesse letto nel pensiero, ci indicò il sentiero da prendere per levarci da quella posizione scomoda e noi ci incamminammo tenendo alta la guardia e imbracciando i nostri fucili d’assalto, carichi e pronti per vomitare una lunga e devastante scia di morte qual’ora avessimo trovato una qualsiasi minaccia o imprevisto lungo il nostro cammino. Ognuno era pronto ad uccidere senza pietà qualsiasi cosa si parasse davanti a noi provando ad impedirci di portare a termine il nostro compito.
Maso